La recensione della Game of Thrones 8×06 sarà scritta di fretta.
Probabilmente salterò nessi logici tra un pensiero e un altro.
Questo perché se Weiss e Benioff sono pagati diverse centinaia di migliaia di dollari per scrivere sceneggiature con il culo, non vedo per quale motivo dovrei dedicare io più del necessario per recensire il disastro che prende il nome di “Game of Thrones l’ottava stagione”.
Per aggiunta gratis.
Cosa? Il titolo? Si, bellissimo…
Importante premessa
Prima di indispettire i fanboy della serie, voglio fare un doveroso plauso alla fotografia ed alla regia (regia affidata ai cari Weiss e Benioff che molto probabilmente hanno trovato in extremis la loro vocazione).
Ovviamente i più critici potrebbero obiettare il fatto che “con quel budget” debba essere quasi un atto dovuto presentare una fotografia che sfiori l’opera d’arte una volta si e l’altra pure.
A quel punto io potrei obiettare il fatto che, alla stessa maniera, “con quel budget” è venuta fuori una sceneggiatura che a confronto un episodio della melevisione è un David Lynch purissimo, quindi quando viene bene prendiamocela come oro.
Cerchiamo di dare il giusto valore alle cose quando ne abbiamo l’occasione, altrimenti diventa tutto un “con 30.000 lire mio zio la fa meglio”, per citare l’immenso Giovanni.

Lo spazio alle critiche è sacrosanto, ma questa scena la ritengo da brividi, con una Daenerys che si manifesta al suo esercito, la capitale distrutta, il vessillo nero che sancisce la conquista e Drogon principale artefice del potere distruttivo Targaryen.
Ma non temete, non sono impazzito: la neve improvvisa e l’esercito Dothraki (annientato nella battaglia contro il Night King) li vedo benissimo.
E non amo ripetermi, ma davvero: Arya va a cefali.
Ci arriviamo.
L’inizio della puntata ci restituisce un Peter Dinklage magistrale
Tyrion vaga per la città distrutta e si capisce subito che il pensiero è fisso sul fratello Jaime.
Di conseguenza si dirige alla base del palazzo principale in cui dimora la regina (almeno credo, non ricordo che posto è, ma abbiate pazienza) alla ricerca del caro fratello.
La scena a cui assistiamo è molto forte, Tyrion trova i corpi di Jaime e Cersei coperti dalle macerie, ma ancora stretti nell’abbraccio a cui abbiamo assistito nella loro ultima scena della puntata 8×05.
L’interpretazione di Dinklage è perfetta, un misto di tristezza, rabbia e senso di colpa (Tyrion probabilmente sente di avere una grandissima responsabilità in quanto accaduto, dal momento che ha avallato tutte le azioni di Daenerys, nonostante i “leggeri” segnali di squilibrio).
Siamo al minuto 5/6 probabilmente e possiamo dire che tutti gli elementi positivi di questa puntata si fermano qui.
La morte di Jaime e Cersei e la nuvola di Fantozzi
I due fratelli/amanti li troviamo ricoperti da mattoni crollati dal tetto in seguito alla furia distruttiva di Drogon.
Il caro Tyrion riesce ad individuarli perché dalle macerie si staglia prepotente la mano d’oro ormai simbolo distintivo del fratello maggiore.
Una scena di una scontatezza e di un trash che nemmeno su canale 5 la domenica pomeriggio.
Dalla scena vediamo che il crollo del tetto è avvenuto perfettamente nel luogo in cui si trovavano i cari Lannister.
In una moderna trasposizione della più famosa nuvola di Fantozzi, capiamo quindi che la regina, TOP HEEL della serie, passa a miglior vita perché ha la sfortuna di scegliere il punto sbagliato in cui sostare con il caro fratello.
Ho già letto le considerazioni dei fanboy della serie del tipo:
- “eh significa che è morta nell’anonimato, quindi è più di una morte”
- “è una morte senza gloria e quindi il modo peggiore di morire per una regina”
La verità è che c’era fretta di toglierla di mezzo perché si dovevano dare le luci della ribalta alla Targaryen pazza.
La vera domanda da porci è “quanto abbiamo perso in questo caso per via di una sceneggiatura indecente”?
Un confronto DIALOGATO con Daenerys, un incontro con la perseguitata Sansa, magari in una condizione di sottomissione andando così a ribaltare le prime puntate, insomma una EVOLUZIONE SENSATA, BELLA, RICCA DI PARLATO, DI CONCETTI, DI RABBIA, RIVALSA, RIMORSI.
Niente, il tetto in testa e via.
Jon incontra Verme Grigio
Nelle scene successive troviamo Jon che nel raggiungere “la sua regina” (3 parole che probabilmente avrà anche tatuato sul proprio corpo per quante volte le ha pronunciate), incontra Verme Grigio intento a sgozzare superstiti dell’esercito Lannister.
Dimenticandosi per un momento di essere un personaggio inutile, il caro Jon blocca Verme Grigio intento nella mattanza scatenando la reazione degli Immacolati che puntano immediatamente le armi contro il re legittimo.
A questo punto, ricordandosi di essere un personaggio inutile, Jon si ritira, si incammina da Daenerys e Verme Grigio riprende la mattanza.
Daenerys infiamma la folla
A questo punto compare Daenerys in cima ad un edificio con il vessillo dei Targaryen che sovrasta una piazza gremita di soldati.

Assistiamo a questa scena in cui le ali di Drogon appaiono perfettamente sulle spalle di Emilia, in una maniera che ha fatto sicuramente sobbalzare sugli sgabelli di tantissimi bar di New York (sempre quelli che guardano le puntate la sera invece di tentare di accoppiarsi).
Ho letto troppe considerazioni positive su questa immagine per non concludere che…è trash purissimo.
Ma Game of Thrones quando mai ha avuto bisogno di far comparire due ali di drago per trasmettere la potenza e la malvagità di un personaggio?
GOT è sempre stato uno show nel quale i concetti e la psicologia dei personaggi rimane taciuta, va interpretata, supposta (eh…), un personaggio può risultare meschino agli occhi miei, mentre da non condannare del tutto per altri.
Invece qui no, mi sembra un disperato tentativo di farci accettare il “turn heel” della bionda.
Questa immagine grida “MAMMA MIA MA QUANTO E’ CATTIVA STA DAENERYS” con una banalità che trasuda trash da tutti i pori.
Un Enzo Salvi con un bel “STA NFAMONA ‘TACCI TUA” poteva starci perfettamente.
Jon Snow ha urgente bisogno di un Roberto Re
Si mi spiego.
Arriva Tyrion che si ribella a Daenerys davanti a tutto l’esercito e viene mandato in castigo.
A questo punto Jon va a trovarlo in “prigione” ed assistiamo ad un dialogo in cui nonostante tutti gli atti atroci della bionda Targaryen, il legittimo re continua a pronunciare le 4 parole ormai rese celebri “she is my queen”.
Sebbene questa interpretazione sul piccolo schermo del caro Jon ci abbia abituato ad un personaggio con poca personalità e vittima degli eventi, in questo caso si raggiunge un livello difficile da accettare da un punto di vista logico.
Il dialogo prova ad indicarci l’amore come ostacolo del dovere, ma questo amore invalicabile quando sarebbe stato narrato in questa serie?
Nessuno ha mai avuto la sensazione di essere spettatore e testimone di una storia d’amore così forte da render ciechi anche di fronte a migliaia di morti innocenti tra donne e bambini.
E’ davvero difficile immaginare un personaggio come Jon, così legato a valori sani di giustizia, essere ancora titubante sul da farsi nei confronti di Daenerys.
Detto ciò, Jon esce dalla prigione, va da Daenerys e la pugnala a morte.
Serve la prigione per chi ha scritto questa roba.
E di fronte a Daenerys morta, Drongon squaglia il trono di spade, vero colpevole della morte della “madre”, la raccoglie e vola via.
Ok, rettifico quanto scritto prima: chi ha scritto questa roba è chiaramente incapace di intendere e di volere, non andrebbe mai in prigione.
Drogon il drago sensibile
Davvero dovrei commentare questa roba?
Drogon CAPISCE che la brama di potere ha ucciso Daenerys e quindi “ferma la ruota” eliminando il principale simbolo del potere stesso?
Davvero la morale ce la fa il drago?
Poi vabbè finisce un po’ a pene canino
Si, faccio giusto un elenco, questa roba non mi merita:
- si incontrano i regnanti rimasti per decidere che fare;
- Tyrion prigioniero di Verme Grigio decide che il re lo deve fare Bran perché “chi ha una migliore storia di Bran?” (su queste basi abbiamo rischiato di vedere Sam sul trono?)
- lo stesso Bran che ha rifiutato il trono di Winterfell perché lui è “il corvo a tre occhi” accetta il trono pronunciando le seguenti parole “secondo te che sono venuto a fare” (scusaci Bran, abbiamo mica rotto il cazzo?);
- Sansa che diventa regina del nord, decide che il nord stesso deve essere indipendente (Bossi ne sarebbe orgoglioso) e non è molto chiaro perché non dovrebbero volere l’indipendenza anche gli altri regnanti;
- Tyrion diventa primo cavaliere;
- Jon colpevole di avere ucciso Daenerys viene esiliato alla barriera.
Avete capito benissimo, il legittimo erede al trono, la causa della ribellione dei Baratheon e di tutta la caciara che abbiamo visto in questi 10 anni, viene esiliato su una barriera che non ha più senso di esistere, per far contento Verme Grigio.
Perché brucia il culo a Verme Grigio, tutto quello che abbiamo visto fino ad oggi è totalmente inutile.
E Arya va a cefali
Ci siamo arrivati.
L’eroe che ha salvato il mondo intero, Arya Stark, colei che ha ucciso il Night King, la minaccia più grande mai esistita (dopo Cersei e Daenerys stando alla sceneggiatura) si imbarca per scoprire cosa c’è a ovest (o a est) di westeros.
Questo è il classico espediente della nave che risolve tutti i finali scritti con il culo.
E’ una tecnica molto utilizzata, pensateci bene, quante volte avete visto questo finale?
Il personaggio che salpa per “scoprire cose”, senza avere una logica e sensata conclusione alla sua narrazione.
Il messaggio è “Eeeeeeh sapessi che avventure che sta per vivere Arya”.
Probabilmente avremo la spinoff “Arya l’esploratrice”.
Non so davvero come finire questa recensione.
Anzi no, un modo c’è…mi imbarco.
Ve saluto.













